giovedì 7 giugno 2012

Recupero crediti: famiglie nei guai

L'ultimo grido di allarme di questa crisi lo lanciano le aziende di recupero crediti e in particolare l'associazione che le raggruppa, la Unirec.

Il frutto amaro di questa crisi, è ovvio, è che cresce il credito da recuperare. Una crescita che è stata del 22% nel 2012 e che  porta l'ammontare complessivo a 38 miliardi di euro. Ma  quello che allarma più di tutto è l'identikit di chi detiene il debito e non riesce a farvi fronte.

Dall'analisi complessiva dei dati emerge che il debitore è in genere un consumatore che non riesce più a fare fronte al pagamento di affitto, rate e bollette. Ben l'ottanta per cento delle azioni di recupero crediti sono rivolte a questa tipologia di debitore per un debito medio che arriva al livello record di 1152 euro. Solo il 20% quindi il peso delle aziende in questa statistica che pare destinata a peggiorare a giudicare dalla crescita del 40% del ricorso alle cambiali che per il 27% rimangono insolute.

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Dei 38 miliardi di esposizione complessive il sistema di recupero dei crediti ha rintracciato 9 miliardi. Colpisce la distribuzione geografica del fenomeno. C'era da aspettarsi infatti che fosse preponderante la presenza delle regioni meridionali tra quelle in maggiore difficoltà, e infatti Campania Lazio Puglia e soprattutto Sicilia denunciano un grande ammontare di crediti da recuperare, invece anche il nord è in affanno.

Esemplare la situazione della Lombardia che per importi da recuperare ha ormai raggiunto i livelli della Campania.  Un'evoluzione che si spiega in parte con i fenomeni di deindustrializzazione che stanno colpendo aree del paese che finora non erano state colte da grande disoccupazione.  In sostanza siamo di fronte quindi a persone che, prese di sorpresa dalla crisi, hanno perso il loro lavoro e non sono in grado di pagare rate e bollette.

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