sabato 5 maggio 2012

Riforma del Recupero Crediti? Parlano gli Avvocati

L’Associazione Italiana Giovani Avvocati è entrata a gamba tesa nell’attuale dibattito di riforma della normativa relativa al recupero crediti, settore in particolare fermento in Italia in questo momento.

A intervenire in rappresentanza dell’AIGA, Associazione Italiana Giovani Avvocati, è stato il suo Presidente Dario Greco il quale ha sottolineato che, se al settore del recupero crediti devono essere apportate delle modifiche, queste non devono essere nel senso di favorire ancor più le banche bensì i cittadini, le imprese e i professionisti che sono le parti più deboli della contesa.

Greco ha citato ad esempio la categoria degli Avvocati e in particolare proprio i giovani Avvocati i quali sono spesso creditori verso lo Stato dei rimborsi per il gratuito patrocinio che troppo spesso vengono pagati con grave ritardo. L'Associazione Italiana Giovani Avvocati ha lamentato di non essere stata convocata al tavolo di discussione organizzato presso il Ministero della Giustizia e di essere pronta a fornire un contributo per andare nel senso di una miglioria della fase esecutiva nell’ambito del recupero crediti.

riforma-recupero-crediti-avvocati

Un contributo che però non può prescindere dalla posizione che il sindacato dei giovani avvocati ha assunto sull’argomento, nettamente contraria a riforme che vadano incontro alle esigenze delle banche.
In un eventuale processo di riforma del settore del recupero crediti bisognerebbe, secondo il presidente dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati, evitare di concentrarsi eccessivamente sul momento esecutivo con il risultato magari di favorire tutti quanti quei creditori che per ottenere il titolo esecutivo non hanno la necessità di affrontare la fase giudiziale e di contraddittorio.
Questo quando invece ci sono cittadini, imprese e professionisti, e tra questi e particolarmente delicata la situazione dei giovani avvocati, che a fronte di un credito aspettano in media 900 giorni per vedersi riconoscere un titolo esecutivo che consenta poi di rientrare in possesso delle proprie spettanze.

A fronte di questi dati appare comunque ineludibile la necessità di una complessiva rivisitazione della normativa del settore recupero crediti.

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