mercoledì 23 maggio 2012

Recupero Crediti insostenibile: tagli agli interessi per Equitalia?

Ormai è diventato impossibile parlare di recupero crediti senza che si parli di quello che è il più grande riscossore  in Italia, il riscossore dell’Agenzia delle Entrate.  Stiamo parlando di Equitalia, braccio operativo dell’agenzia in questi giorni al centro di numerosissime notizie di cronaca che vanno dalla vera e propria rivolta scoppiata di fronte alla sede napoletana fino a risalire alla temeraria presa di ostaggi negli uffici di Bergano di qualche giorno orsono.

La contemporanea morsa stretta sugli italiani contemporaneamente dalla crisi, dal fisco e buon ultimo dal recupero crediti targato Equitalia sta evidentemente producendo risultati nefasti se il governo stesso si è convinto che vanno apportati correttivi all’azione di Equitalia.

Il premier Monti si è recato  in visita all’Agenzia delle Entrate ufficialmente per dimostrare appoggio nei confronti dei dipendenti di Equitalia ma anche per affrontare con Attilio Befera, capo dell’Agenzia, il problema di come alleggerire l’attività di recupero dei crediti operata da Equitalia per conto del fisco.

equitalia-recupero-crediti

Certo è che l’attività di Equitalia rimane strategica: gran parte dei 12,7 miliardi recuperati nel 2011 sono soldi tolti agli evasori. Nondimeno va corretto il carattere vessatorio che spesso assume la sua azione. Il governo opererà in due direzioni, la prima consiste nell’accelerare in qualche modo la soddisfazione dei creditori delle amministrazioni pubbliche, un tema che approfondiremo in seguito.

La seconda e più importante azione consisterà nel correggere le modalità di recupero del credito in particolare agendo su tutte quelle voci accessorie che si vanno aggiungere al debito facendo lievitare le somme fino a livelli che possono essere insostenibili. Il nodo è costituito dagli interessi troppo esosi che servono tuttavia a fare funzionare la gigantesca macchina di Equitalia. I partiti premono per una moratoria ma il governo giustamente ritiene che si finirebbe per incoraggiare l’evasione. Meglio quindi provare ad alleggerire i costi.

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