lunedì 7 maggio 2012

Recupero crediti: 8 giorni per le contestazioni del debitore

Nel campo della prevenzione dell’insoluto e per evitare quindi di arrivare ad aprire una procedura giudiziale o stragiudiziale di recupero crediti, assume particolare rilevanza la casistica del debito non pagato per la contestazione sulla qualità del prodotto ricevuto o del servizio reso da parte del creditore.

In questi casi il vizio della cosa o del servizio è la causa della contestazione, sia nel caso che il debitore sia onesto ma può essere anche solo un pretesto per non pagare nel caso di un debitore disonesto.

È il caso questo ultimo del debitore che nel ricevere la fornitura di beni materiali dia apparentemente il benestare al fornitore riguardo alla coerenza di quanto ricevuto rispetto a quanto richiesto senza per altro rilasciare a riguardo nessuna documentazione scritta.

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La conseguenza può essere quindi una successiva contestazione scritta nei termini stabiliti dalla legge con riguardo alla qualità del bene e del servizio fornito con il relativo rifiuto di onorare i pagamenti. La conseguenza è la grande difficoltà per il creditore di ottenere il dovuto senza affrontare lunghe e costose procedure di recupero crediti per via giudiziale, oppure di dovere addivenire ad un accordo per un recupero crediti almeno parziale.

Comunque a riguardo va tenuto ben a mente il disposto dell’art. 2226 cod. civ. che al secondo comma recita che il committente, nel denunciare al prestatore d’opera i vizi occulti del bene o del servizio prestato, deve agire entro 8 giorni e che la prescrizione interviene entro un anno. Superati questi termini chiaramente prescritti dal codice il debitore non potrà più liberarsi dall’onere del pagamento contestando il vizio della cosa ricevuta o del servizio che gli è stato prestato. Ma nel caso di contestazione efficace si sarà costretti a percorrere la via dell’azione legale e allora ancora una volta le possibilità di rientrare nel proprio credito dipenderà dalla solidità del contratto approntato.

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