giovedì 22 marzo 2012

Fase giudiziale del recupero crediti: cos'è il fallimento e come si avvia un'istanza fallimentare


Il fallimento è una procedura concorsuale che rientra nella fase giudiziale dell'attività di recupero crediti (di cui si è già parlato nel post precedente) ma, vista la particolarità dell'argomento, abbiamo deciso di trattarlo separatamente al fine di fornire informazioni quanto più possibile complete.

A chi è rivolta la procedura concorsuale del fallimento?

Il fallimento è una procedura che può essere attuata quando il debitore che si trova in uno stato d’insolvenza è un imprenditore commerciale; questa prevede l’esproprio coatto e la messa in liquidazione dei beni patrimoniali di proprietà dell’imprenditore, al fine di provvedere al soddisfacimento paritario dei crediti insoluti.

Dalla definizione appena fornita, si possono estrapolare due elementi che devono sussistere per attivare una procedura di fallimento:

il debitore deve essere un imprenditore commerciale;

- deve esserci una situazione di comprovata insolvenza.


In riferimento al primo punto, ciò significa che sono esclusi dalla procedura fallimentare tutti coloro che non son contemplati nella definizione d’imprenditore commerciale:

- Piccoli imprenditori e imprenditori agricoli;

- Enti pubblici;

- Grandi Aziende.

La seconda condizione, invece, vuol dire che l’imprenditore deve trovarsi in una situazione economica tale da non poter assolvere ai debiti contratti neanche mediante il ricorso a un piano di rientro rateizzato. Una volta accertato la totale incapacità dell’imprenditore di rimborsare la somma dovuta (attraverso una serie di protesti, procurando prove concrete circa la fuga o l’irreperibilità del debitore oppure dimostrando l’impossibilità a redigere il piano di pignoramento per mancanza di beni pignorabili), il soggetto che vanta un credito di almeno € 30.000 potrà presentare formale istanza di fallimento presso il Tribunale di Distretto competente. Il Tribunale, dichiarerà “fallito” l’imprenditore insolvente, redigerà un inventario dei beni espropriati e provvederà alla messa in liquidazione degli stessi.

In conclusione, si deve precisare che, nel caso in cui l’imprenditore fallito sia una società di persone o una ditta individuale, il fallimento colpirà prima il patrimonio aziendale e se questo non dovesse essere sufficiente a soddisfare tutti i creditori, incorporerà nella massa fallimentare anche il suo patrimonio personale.

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