martedì 20 marzo 2012

Attività di recupero crediti: cos'è e come si svolge


Quella del recupero crediti è un’attività molto particolare, che richiede l’impiego di personale formato e pronto a fronteggiare le situazioni più complicate.

Volendo fornire una definizione di massima, potremmo dire che l'attività del recupero crediti si ravvisa nel momento in cui un soggetto, vantando un credito nei confronti di un suo debitore e non riuscendo a smobilizzarlo, ne affida la riscossione ad un'agenzia di recupero che, attraverso varie azioni, otterrà il pagamento della somma dovuta.


Tali azioni si possono raggruppare in due fasi:

- Fase stragiudiziale;


- Fase giudiziale.


Cos’è la Fase stragiudiziale


L'avviso epistolare, telefonico, l'esazione diretta e la messa in mora, sono tutte azioni che rientrano nella fase stragiudiziale e sono volte a trovare un punto d'incontro con il debitore al fine di ottenere la somma oggetto del debito prima di passare alla ben più dispendiosa fase giudiziale.

Il primo passo è l'avviso epistolare e consiste nell'inviare al debitore un semplice sollecito di pagamento.
Se l’avviso epistolare non produce gli effetti sperati, il debitore sarà contattato telefonicamente dall’agenzia di recupero crediti incaricata e nuovamente sollecitato a onorare il debito.

In seguito l’agente preposto si recherà presso l’abitazione del debitore (esazione diretta) per valutare i motivi del mancato pagamento (mancanza di volontà o impossibilità economica) e se riscontrerà una volontà a collaborare, oltre a "quantificare l'eventuale patrimonio del debitore, tenterà di mediare redigendo un piano di rientro rateizzato (parziale o totale).

L’ultimo tentativo "bonario" è la messa in mora, ossia una comunicazione inviata con Raccomandata A/R in cui si richiede al debitore la corresponsione della somma dovuta (maggiorata d'interessi e sanzioni) specificando la data ultima entro cui eseguire il versamento, trascorso tale termine si passerà alla fase giudiziale.


Fase Giudiziale


 La fase giudiziale è costituita da una serie d'interventi volti a fornire al creditore un titolo esecutivo utile per intraprendere un recupero coatto del credito rivalendosi sul patrimonio del debitore.

Il Ricorso per ingiunzione è il procedimento più breve per ottenere il titolo esecutivo ma è attuabile soltanto se il credito vantato è documentato (certo), definito nel suo ammontare (liquido) e non vincolato (esigibile).

Se il creditore ha già un titolo esecutivo, può intimare al debitore il pagamento del debito entro dieci giorni. Trascorso tale termine, il creditore potrà richiedere all'ufficiale giudiziario il pignoramento dei beni posseduti dal debitore per un importo pari al debito vantato.

Laddove ci sia motivo di credere che il debitore possa nascondere i beni posseduti per evitarne il pignoramento, l'azione legale può essere preceduta da un procedimento preventivo volto a vincolare i beni: il sequestro conservativo.

La fase giudiziale è sconsigliata se gli accertamenti patrimoniali svolti in precedenza non riscontrano un capitale sufficiente a onorare il debito in quanto, in tal caso le spese legali graverebbero sul creditore.

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